sabato 19 luglio 2014

Prospettive


Ne "l'attimo fuggente", Robin Williams sale sulla cattedra per dimostrare ai suoi discepoli quanto sia importante vedere le cose da un altro punto di vista. 
Io mi sono sdraiata per terra e ho iniziato a respirare, e a pensare. 
Vedo le cose in maniera diversa, è vero. Forse il pavimento freddo aiuta.Solo 16 notti ancora, di cui probabilmente almeno la metà passate fuori casa, mi separano da quello che aspetto da anni. Quando ero ancora piccola sognavo già di frequentare un anno all'estero, forse un po' per imitare i grandi, oppure perché avevo un talento innato nel ricordarmi a memoria testi di canzoni inglesi; i miei, forse più per timore che altro, hanno sempre cercato di buttarla sul ridere.Ma io crescevo e imparavo a riferirmi alla quarta liceo come ad un anno solo mio, che agli altri non apparteneva: sarebbe stato per forza un anno negli Stati Uniti. Ad ottobre 2013 però, qualcosa mi bloccava. Cosa dovevo scegliere? Un anno o 6 mesi? Stati Uniti o Australia? Professori, amici, genitori, persino la psicologa: ogni idea altrui era buona per farmi cambiare idea ogni millesimo di secondo. Sembrava quasi che cercassi una scusa per non partire, perché la veritá è che avevo una paura tremenda. Forse mi rendevo più conto un anno fa di cosa avrebbe significato un'esperienza simile, di quanto non lo faccia ora.
16 giorni e starò passando la notte in bianco, esattamente come ora, sperando che arrivi presto l'alba per andare in aeroporto, e allo stesso tempo rendendomi conto di quale follia io stia per compiere.

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